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Cultura locale

Non c’è bisogno di essere un appassionato di storia per scoprire, fin dalla prima visita, il ricco passato dell’Alsazia. Numerosi avvenimenti, positivi e negativi, hanno caratterizzato questa regione dalla forte identità, che ha dato i natali a personaggi importanti. La grande diffusione del dialetto è senza dubbio una delle testimonianze più visibili di un sentimento di appartenenza vivo in un gran numero d’alsaziani e rinforzato da un diritto locale che si applica in numerosi campi.

L’Alsazia è anche una terra d’arte e di cultura i cui diversi impulsi testimoniano dell’apertura intellettuale e dell’inesauribile creatività dei suoi artisti. Le diverse forme artistiche hanno una vivacità significativa, senza dimenticare l’architettura civile che conta su numerosi edifici che risalgono al Rinascimento e all’età classica, l’architettura militare che testimonia della posizione altamente strategica che ha sempre occupato l’Alsazia in Europa e il patrimonio religioso che custodisce dei veri e propri tesori architettonici.

Infine, l’ambiente rurale tradizionale con la sua ricchezza e la sua diversità, testimonia della pluralità geografica e culturale dell’Alsazia.

Il dialetto alsaziano 

Una delle ultime lingue regionali ancora utilizzata

Il dialetto è usato in tutta l’Alsazia e in una parte della Mosella. Esso è una delle lingue regionali oggi più diffuse in Francia. Costituisce una delle componenti più forti dell’identità regionale, un retaggio del turbolento corso della storia. Contrariamente a quello che si constatava fino a qualche decennio fa, non si troverà alcun alsaziano con meno di 60 anni che non sappia parlare francese, la lingua imposta a scuola dopo la Liberazione. Del resto, la trasmissione del dialetto è purtroppo in flessione, in particolare nelle zone urbane.

Un dialetto nettamente distinto dal tedesco 

Benché  di ceppo alemanno, il dialetto si distingue dal tedesco. Innanzi tutto perché è sostanzialmente una lingua parlata. Poi perché non si è evoluto nella stessa maniera, avendo integrato molte parole di derivazione francese. Benché parlato in un territorio ristretto, l’alsaziano varia a seconda delle zone geografiche. È facile per chi parla il dialetto capire, scambiando qualche frase, la provenienza dell’interlocutore.

Per saperne di più : sito dell’ OLCA (Office pour la Langue et la Culture d'Alsace)

Le arti popolari  

Le Belle arti 

La terracotta

L’arte della terracotta è molto praticata in Alsazia, in particolare a Betschdorf e Soufflenheim. Il villaggio di Betschdorf propone dei bei pezzi, la cui tecnica di produzione è rimasta immutata dal 1717. Lavorati a partire da argilla grigia, sono poi decorati con un pennello con il blu cobalto prima di essere cotti nel forno e verniciati a fine cottura con l’aggiunta di sale grosso. A Soufflenheim, si lavora la ceramica fin dal Rinascimento. Con le tipiche dominanti gialle, verdi e brune, gli oggetti prendono svariate forme : terrina per il Backeoffe (agnello all’alsaziana), stampo per il kouglopf (tipico dolce), brocche...

I mobili

Una delle particolarità del mobile artigianale alsaziano è la sua diffusione e la varietà delle sue forme. In quasi tutte le case tradizionali si trovano cassapanche-sedili, armadi, letti a baldacchino, credenze e Kachelofen (stufe ricoperte di formelle in ceramica o in ghisa). Abete, pino e pioppo sono stati i tipi di legno prevalentemente utilizzati fino alla fine del XIX secolo ; in seguito hanno lasciato spazio alla quercia e al legno di alberi da frutto. Le decorazioni alsaziane sono molto spesso costituite da fiori, rosoni, motivi geometrici, stelle, alberi della vita. A livello di colori, si notano delle differenze a seconda dei dipartimenti. I pezzi costruiti nell’Alto Reno prediligono generalmente i fondi turchesi, mentre gli artigiani del Basso Reno preferiscono i fondi rossi e ocra. Inoltre i mobili dell’Alto Reno sono più scolpiti, mentre la pittura prevale nel Basso Reno.

Il kelsch

Questo materiale fu per lungo tempo utilizzato per il confezionamento della biancheria della casa. Se ne trovano ancora molti esempi sotto forma di tovaglie con decorazioni a quadrati o a righe rosse e blu. Un tempo preparato a partire dalla canapa o dal lino, il kelsch è oggi fabbricato in misto lino, che abbina il lino e il cotone. Etimologicamente, il termine « kelsch » deriva dal nome della città di Colonia da dove proveniva il colorante blu utilizzato nella fabbricazione di questo tipo di tela.

 

La pittura

Il XV secolo vede nascere la scuola pittorica alsaziana, in particolare attraverso le opere di Martin Schongauer, nativo di Colmar. L’opera che coincide con l’apogeo della sua arte è senza dubbio « Maria nel Roseto », conservata nella chiesa dei Domenicani, a Colmar. L’armonia, la finezza, l’equilibrio e la padronanza del colore sono chiaramente percepibili. Altra opera visibile a Colmar : il « Polittico d’ Issenheim », realizzato da Mathias Grünewald e conservato al Museo d’Unterlinden. L’artista si trasforma in un grande maestro nella resa dei volumi e delle superfici, offrendo così delle scene molto dettagliate e spesso curiose. Il XVI secolo è caratterizzato dalle nature morte di Sébastien Stosskopff, molte delle quali sono esposte al Museo di Belle Arti di Strasburgo. È nel XIX secolo che Gustave Doré, pittore e illustratore, realizza alcune delle sue opere più importanti, vale a dire « L’Enigma » e « Cristo che lascia il Pretorio », un quadro che misura 9 metri di larghezza e 6 metri di altezza, esposto al Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Strasburgo. Ritrattista e disegnatore di talento, Jean-Jacques Henner ha realizzato numerose opere interessanti fra le quali « L’Alsazia, provincia perduta » e « Fabiola dal velo rosso ». Infine, il XX secolo vede nascere Tomi Ungerer, disegnatore e grafico di Strasburgo, che intraprende una rapida carriera internazionale.

La scultura

Nel XIX secolo, Auguste Bartholdi crea uno dei monumenti più celebri del pianeta. « La Libertà illumina il mondo », più conosciuta sotto il nome di « Statua della libertà », fu scolpita dall’artista di Colmar nel 1865. Egli realizzò anche numerose statue per la sua città natale e in particolare il Leone di Belfort. L’Alsazia diede anche i natali allo scultore Hans Arp (Jean Harp). Prima dadaista, poi surrealista, fu autore di sculture in legno dipinto, ricami e collage prima di diventare un maestro nella scultura a tuttotondo. La maggior parte delle sue opere è visibile al Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Strasburgo, ma è anche possibile toccare e ammirare qualcuna delle sue sculture semplicemente percorrendo l’avenue du Général De Gaulle a Strasburgo.

Costumi tradizionali

Tanti costumi tradizionali

La celebre cuffia alsaziana, vero simbolo della regione, è stata abbandonata a partire dal 1945. Oggi è possibile ammirarla soltanto in occasione di rappresentazioni culturali o folcloristiche. Molto diverso a seconda delle zone geografiche, il costume tradizionale identificava il rango sociale e la religione del suo proprietario. Ad esempio, le donne protestanti del nord indossavano i colori di loro scelta, mentre le cattoliche del Kochersberg (a Nord Ouest di Strasburgo) indossavano esclusivamente il rosso vivo. Alcune ornavano la parte bassa della gonna con dei nastri di velluto. Altre ancora, in particolare nel sud, indossavano una cotonata stampata e, per le grandi occasioni, della seta con motivi cachemire.

Il grembiule, indossato dappertutto in Alsazia, era semplicemente bianco. Ma le domeniche era possibile vedere dei grembiuli in seta  o in raso adornati di numerosi ricami e portati sopra le gonne o i vestiti. Le cuffie erano molto diverse una dall’altra, con una tendenza ad avere dei nastri sempre più larghi a partire dal 1840. Esclusivamente di colore nero per i protestanti, questi ultimi erano molto colorati e ornati di vari motivi per i cattolici. Queste particolarità possono sorprendere, nella misura in cui gli illustratori divulgavano un’immagine non esatta del costume tradizionale alsaziano. Quando l’Alsazia fu ricongiunta alla Francia, il costume degli illustratori fu adottato in tutta la regione, facendo dimenticare la molteplicità degli abbigliamenti di un tempo.

Le leggi e le specificità locali

Le leggi locali : un riflesso della storia

La particolarità dell’ Alsazia è così marcata che essa si riflette anche in certi aspetti regolamentari. Ereditate per la maggior parte dal periodo dell’annessione tedesca, le leggi specifiche concernenti la caccia, le assicurazioni sociali, i giorni festivi, la Chiesa e il regime pensionistico sono ancora in vigore in Alsazia. Esse rappresentano sovente dei miglioramenti rispetto alla legge in vigore in altre regioni francesi. Per esempio, gli Alsaziani e gli abitanti della Mosella beneficiano di due giorni di ferie supplementari : Santo Stefano (il 26 dicembre) e il Venerdì Santo (che precede la domenica della Pasqua). Benché poco contestato, il diritto locale non è fissato una volta per tutte. Numerose leggi sono state regolarmente modificate o attualizzate.