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Storia

Dal 58 a.C. al 750

Tutto comincia nel 58 avanti Cristo data in cui i Romani fanno entrare l’Alsazia nella storia.

Nel V secolo, Gli Alemanni invadono l’Alsazia ; essi vengono ben presto rimpiazzati dai Merovingi che riorganizzano la regione con l’appoggio della Chiesa.

Verso il 625-630, appare la denominazione Alsazia : un ducato destinato a dissolversi verso il 740-750. La sua separazione in due parti corrisponde a quella dei due dipartimenti attuali.

Dal IX a XV secolo

Nell’842, i Giuramenti di Strasburgo, redatti in « tudesque » (vecchio tedesco) e in romanzo (vecchio francese), sono alla base della divisione dell’Europa nell’epoca di Carlomagno.
Nell’XI secolo, gli imperatori ottoniani creano l’Impero Germanico di cui l’Alsazia è un centro importante.
Dal 1048 al 1054, Leone IX, papa alsaziano, modernizza la Chiesa.
Nel XII secolo, gli Hohenstaufen consolidano il loro potere imperiale a partire dall’Alsazia, dove fondano delle città e eleggono Haguenau come una delle capitali.
Nel XIV secolo, le città diventano libere e nel 1354 dieci di loro si uniscono dando vita alla Decapoli. L’arte gotica, di cui la Cattedrale di Strasburgo è un gioiello, riflette la prosperità della regione. L’agricoltura e il commercio sfruttano l’asse renano e i collegamenti con l’Italia tramite il passo del San Gottardo.
Nel XV secolo, l’Alsazia è uno dei centri intellettuali d’ Europa grazie all’arte tipografica di cui è una delle culle.


Dal XVI al XIX secolo

La regione è uno dei centri dell’Umanesimo e della Riforma ; le tesi di Lutero vi hanno grande successo e provocano nel 1525 una rivolta contadina, che viene duramente repressa.

Il Rinascimento in Alsazia si afferma attraverso l’architettura che modella le città con magnifici edifici pubblici e case borghesi. Il polittico d'Issenheim di Grunewald, segna il passaggio verso il Rinascimento con un’impressionante virtuosità pittorica.

Il periodo di prosperità è brutalmente interrotto dalla Guerra dei Trent’Anni. L’Alsazia è depredata. La pace del 1648 provoca la progressiva integrazione della provincia nel Regno di Francia.
Strasburgo viene presa da Luigi XIV nel 1681, il Reno diventa la frontiera. La ricostruzione e la riconquista religiosa da parte della Chiesa Cattolica ridanno nuovo slancio. Fioriscono il barocco e il classicismo, influenze francesi e tedesche si fondono negli edifici religiosi e civili. E’ l’età d’oro per i costruttori di organi che ci hanno lasciato un patrimonio unico.

La Rivoluzione del 1789 completa l’integrazione nella Nazione. Nell’epoca napoleonica, l’Alsazia è un grande fornitore di uomini e sussistenza agli eserciti.
Dopo il 1815 e l’occupazione, la regione subisce una grave crisi economica. Verso il 1850 la borghesia imprenditrice riesce a modernizzare e adattare l’economia per uscire dalla recessione grazie allo sviluppo dell’industria. La modernizzazione dell’economia e delle città prosegue...

Dal 1871, l’Alsazia e il nord della Lorena fanno parte dell’Impero tedesco
Resa alla Francia nel 1918, l’Alsazia beneficia di un regime particolare e in particolare delle leggi sociali tedesche. L’industria inizialmente fiorente subisce la crisi economica (1930), poi deve patire i preparativi della Seconda Guerra Mondiale.

Dal 1940 al 1944/45, la regione è sotto il giogo nazista.


Dal 1949

Nel 1949, a Strasburgo, il Consiglio d’Europa si aggiunge alla prima organizzazione europea, la Commissione Centrale per la Navigazione sul Reno. Sempre nel capoluogo alsaziano, il Parlamento Europeo tiene le sue sessioni e la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo ha qui la sua sede. Strasburgo è, con Ginevra, la sola città, non capitale di stato, ad ospitare delle istituzioni internazionali.

1979 : il Parlamento Europeo, eletto a suffragio universale, si installa a Strasburgo. Esso viene ad aggiungersi alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, al Centro Europeo della Gioventù, al canale televisivo ARTE, a Eurocorps e all’Assemblea delle regioni d’Europa... L’Alsazia è davvero il cuore dell’Europa.

1994 - 1999 : Costruzione del nuovo Parlamento Europeo

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L'Alsace par Annick Stein


Images-souvenirs de nos villages : Imagerie Populaire d'Alsace